Spedizioni
ai margini della vita
Da una sorgente acida a 50°C nel Wyoming a un geyser in Islanda: sei decenni di viaggi sul campo per raccogliere le alghe estremofile che vivono dove quasi nient'altro sopravvive.
Cacciatori di alghe
nell'acqua bollente
Nelle sorgenti termali più acide e calde del pianeta — pH inferiore a 3.0, temperature fra i 35 e i 50°C — sopravvive un piccolo gruppo di alghe rosse unicellulari del genere Cyanidium e Galdieria. Sono organismi estremofili, capaci di vivere in condizioni letali per quasi ogni altra forma di vita.
La collezione ACUF nasce dal lavoro sul campo di generazioni di ricercatori che, dagli anni '60 a oggi, hanno raccolto questi ceppi in sorgenti, geyser e pozze acide sparse fra Italia, Americhe, Asia ed Europa del Nord. Questa è la mappa dei loro viaggi.
L'inizio: Paolo De Luca
sulle tracce di Cyanidium
Tra il 1967 e il 1968 il professor Paolo De Luca esplora alcune sorgenti calde americane, raccogliendo campioni da siti a pH inferiore a 3.0 e temperature fra 35 e 50°C. Da quei campioni vengono isolati i primi ceppi, oggi classificati come Galdieria yellowstonensis, G. sulphuraria e G. mesoamericana.



Le terrazze acide di Yellowstone
Il primo campionamento della storia ACUF. Dalle acque termali del parco vengono isolati i ceppi che daranno origine alla collezione: l'inizio di una ricerca che continua ancora oggi.
Foto d'archivio, spedizione P. De Luca, 1967.

La spedizione a Los Azufres
Un anno più tardi, De Luca raccoglie campioni a Los Azufres, in Messico, ampliando la ricerca oltre i confini statunitensi verso un secondo grande campo geotermico.
Foto d'archivio, spedizione P. De Luca, 1968.


Sul Monte Lawu, dove tutto era già stato scritto
A Mount Lawu, dove C. caldarium era stato descritto per la prima volta nel 1936 dal professor Lothar Geitler dell'Università di Vienna, De Luca isola un ceppo che rappresenta ancora oggi il ceppo autentico di Galdieria javensis, tuttora conservato in collezione ACUF.
Roberto Taddei
e l'esplorazione italiana
Tra il 1974 e il 1979, 120 ambienti a basso pH sparsi per l'Italia vengono esplorati dal professor Roberto Taddei e dal suo team: un lavoro sistematico, sito per sito, per mappare gli habitat estremofili del Paese.

Una mappa del Paese acido
Dalle Alpi alla Sicilia, il team di Taddei individua e campiona oltre cento ambienti termali e acidi: sorgenti, geyser, pozze e fumarole, spesso in aree remote e poco documentate.



Note, coordinate, campioni
I taccuini di Taddei registrano ogni sito visitato: temperatura, pH, aspetto della pozza, data del prelievo. Un archivio scritto a mano che oggi racconta l'origine di decine di ceppi in collezione.


Alì Terme e la pozza acida di Vulcano
Alle Terme Granata di Cassibile e nella pozza acida dell'isola di Vulcano, nelle Eolie, vengono campionati due degli ambienti più caratteristici del vulcanismo siciliano.


Petriolo Terme e il geyser di Sasso Pisano
Nel cuore geotermico della Toscana, tra le terme di Petriolo e il geyser di Sasso Pisano, la ricerca trova due tra i siti più fotogenici — e più produttivi — dell'intera campagna italiana.
L'Italia, senza interruzioni
L'esplorazione dei siti italiani non si è mai fermata: da Larderello alla Campania, ogni decennio aggiunge nuovi ceppi alla collezione.

Il passaggio di testimone a Larderello
Roberto Taddei e Claudia Ciniglia insieme sul campo a Larderello: la generazione che ha fondato la collezione incontra quella che la porterà nel mondo.


Le fumarole di Pisciarelli
Nei Campi Flegrei, a due passi da Napoli, uno dei siti più attivi e più vicini alla sede ACUF: vapori solforosi e depositi minerali a colori vivissimi.


Tra i vapori della Mefite d'Ansanto
Una delle emissioni di gas naturali più intense d'Europa, nota fin dall'antichità per la sua tossicità: un ambiente estremo quanto affascinante per la ricerca.



L'esplorazione più recente: Petrinus
Le acque termali di Petrinus, in Campania, dimostrano che la ricerca sul campo continua: mezzo secolo dopo Yellowstone, si cercano ancora nuovi ceppi a due passi da casa.
Fuori dall'Italia, nel mondo
Parallelamente alla campagna italiana, l'esplorazione dei bassi pH si allarga ad altri continenti: dai geyser d'Islanda alle sorgenti termali dell'Anatolia.

Otto siti, un solo viaggio
In una sola spedizione, Claudia Ciniglia campiona otto siti geotermici islandesi, dai campi solfatarici alle aree geyseriche.
- ST1 — Gunnhuver
- ST2 — Seltun
- ST3 — Hveragerði
- ST4 — Nesjavellir
- ST5 — Geysir
- ST6 — Víti
- ST7 — Bjarnarflag
- ST8 — Landmannalaugar


Il paesaggio lunare d'Islanda
Fanghi bollenti, campi solfatarici e geyser attivi: un paesaggio agli antipodi di quello mediterraneo, ma altrettanto ricco di estremofili.
Verso l'Anatolia
Sei anni dopo l'Islanda, una nuova spedizione — questa volta con la collaborazione turca — porta il gruppo di ricerca tra le sorgenti termali della Turchia.




Sorgenti termali dell'Anatolia
Tra rocce vulcaniche e pozze turchesi, la collaborazione italo-turca amplia ulteriormente la mappa mondiale degli ambienti a basso pH raccolti in collezione.
Sei decenni di spedizioni. Una collezione viva.
Da Yellowstone alle sorgenti a due passi da Napoli, ogni spedizione ha aggiunto un ceppo, un dato, una storia alla collezione ACUF. La ricerca sul campo continua ancora oggi.




